“B” come Baby Reginette

Standard

Da bambine io e mia sorella spesso giocavamo ad atteggiarci da adulte allestendo una vera e propria sfilata di moda. Rubavamo i trucchi di nostra madre e prendevamo dal suo armadio i vestiti più belli e creavamo una passerella di moda nel salone con l’apposito camerino composto da una coperta sorretta da quattro sedie. Per un giorno ai nostri occhi non eravamo più delle bambine ma diventavamo delle vere donne con i nostri rossetti e i nostri tacchi.

Purtroppo non per tutte le bambine sfilare, truccarsi ed indossare un paio di tacchi è un gioco, ma per molte quello che può essere un gioco innocente, se allestito dentro la propria casa con le proprie amiche, diventa realtà. Ciò avviene in America per tre milioni di bambine e ragazzine dai 3 ai 16 anni vere e proprie cenerentole del mercato dei concorsi di bellezza. Madri pronte a sacrificare l’innocenza delle proprie figlie, a deturpare i loro lineamenti infantili e spendere il proprio denaro pur di vederle vincere una coroncina: l’importante è apparire.

Continua a leggere

Annunci

The moral side of murder

Standard

Sono a pranzo sola. Un pranzo più che triste direi (oltra a stare sola mangio toasts). Accendo la televisione e non trovo altro che programmi olandesi…cosi accendo il pc e apro la pagina di youtube. In fondo, sotto la categoria istruzione trovo un video che dal titolo sembra interessante: “JUSTICE:What’s the right thing to do? The moral side of murder”. Inizio a seguirlo. Si tratta di una lezione universitaria tenuta dal filosofo statunitense docente all’università di Harvard Micheal Sandel. Interessantissima per il tema trattato e per l’interattività tra docente e studenti…una vera american lecture, insomma. E ne sono rimasta così colpita che ho deciso di riproporvi le domande che il Prof. Sandel ha rivolto ai suoi studenti.

Immaginate di trovarvi alla guida di un’auto, all’improvviso vi ritrovate un grande camion di fronte con cinque lavoratori sulla strada. Vorreste provare a frenare, ma siete troppo vicini, ad alta velocità, con i freni rotti. Finché non vi accorgete che su un lato della strada c’è un altro camion con un solo lavoratore. Cosa fate? Deviate sul camion laterale o vi schiantate contro il camion frontale?

Credete sia giusto decidere di ammazzare un singolo uomo per salvarne 5?

Un altro esempio molto interessante che il filosofo ripropone tratta di una storia vera: il famoso English criminal case “R v Dudley and Stephens”.

Continua a leggere

Disoccupazione: accontentarsi o emigrare?

Standard

La disoccupazione è ormai la piaga sociale della nostra società e purtroppo non si può aspettare a vita che arrivino tempi migliori per realizzarsi professionalmente.
La realizzazione nel lavoro in realtà fa forse parte del superfluo.
Il bisogno primario è trovare un lavoro che permetta di vivere, che piaccia o meno. Purtroppo capita che anche per i cosiddetti “lavori di ripiego” non ci sia spazio.
Cosa fare nel frattempo?
“Accontentarsi” significa rinunciare alle proprie aspirazione, a volte buttare all’aria gli studi ed anni di sacrifici, ma può permettere di rimanere nell’ambiente a cui siamo legati e con le persone a noi care. Anche se non si svolge un lavoro che ci Continua a leggere

Il ruggito della mamma tigre

Standard

L’infanzia rappresenta per molti il momento più spensierato e felice della propria esistenza. I miei ricordi da bambina possono materializzarsi in un gigantesco zucchero filato, talmente grande che nonostante continui incessantemente ad assaggiarlo non finisce mai. I ricordi dell’infanzia sono perciò una fonte inesauribile di felicità alla quale possiamo sempre attingere per riscoprire la leggerezza perduta. Eppure che cosa succederebbe se i cari ricordi delle partite di calcio con gli amichetti, delle ore passate davanti la televisione a giocare alla playstation, oppure dei pigiama party nelle case dei compagni di scuola fossero semplicemente sostituite da ore, ore e ancora ore di studio? Di certo saremmo migliori di quanto siamo oggi.

 
Questa è l’assurda e infallibile tesi della celebre mamma-tigre, Amy Chua, docente di diritto della Yale Law school che sta alimentando, con il suo nuovo libro “Battle Hymn of the Tiger Mother”, l’acceso dibattito sull’educazione dei figli. Secondo la mamma cinese più famosa d’America, dai figli bisogna pretendere sempre il massimo, dai voti a scuola e della vita, anche a costo di farsi odiare, azzerando le distrazioni e il divertimento. Un’educazione insomma impartita sui cari imperativi categorici kantiani: vietato ovviamente ribellarsi alla dittatura materna e lamentarsi della fatica. I risultati? Assicurati e garantiti dall’esperienza domestica. Infatti le figlie di Mrs. Chua non sono mai state autorizzate a dormire a casa di qualcun altro, non hanno mai avuto la possibilità di uscire con un compagno di giochi, di recitare in uno spettacolo a scuola e, persino, di lamentarsi per non poter recitare in uno spettacolo a scuola. Ed ancora sono state private della televisione e del computer, non hanno potuto scegliere le proprie attività extracurriculari, nè tanto meno permettersi di prendere un voto inferiore ad A. Per giunta erano “condannate” ad essere le prime della classe in tutte le materie tranne ginnastica e recitazione.


Il suo regime del terrore sembra essere un modello per l’intera Cina, infatti secondo le stime del “Programme for International student assessment”, confronto globale dell’Ocse tra le competenze tra gli studenti di tutto il mondo, gli allievi cinesi risultano i migliori in tutte le discipline più importanti.

 

 

 

 

Continua a leggere

Giuseppe Moscati: il medico “santo”

Standard

Alcuni numeri or sono abbiamo raccontato due storie molto affascinanti e, allo stesso tempo, diverse l’una dall’altra: un protagonista era Giorgio Ambrosoli, ricordato come “l’eroe borghese”. L’altro era un anonimo eroe dei nostri tempi chiamato Raphael Rossi, ricordato da qualcuno per la sua incorruttibilità. Oggi invece cambiamo totalmente scenario ed epoca andando a conoscere la storia di uomo umile ma dotto, di un uomo che ha preferito il servizio verso il prossimo alla vita dei salotti. Ci avviciniamo cosi ad un personaggio ai più sconosciuto, ma che tutti dovrebbero conoscere; se non altro questa storia potrebbe far rifiorire quel senso di fiducia verso il genere umano. Continua a leggere

Vorrei essere Pinocchio

Standard

 

Riuscite a ricordare la prima volta che avete detto una bugia? No?… beh se non la prima bugia di certo ricorderete l’ultima! … Nemmeno questo? Badate bene, se non riuscite a ricordare le vostre menzogne non è certo per merito della vostra incorruttibile onestà, ma perché sono fin troppe le frottole che quotidianamente vendete per verità. Precisamente, secondo gli esperti, ogni giorno noi inventiamo 200 bugie, ovvero 7 al minuto … lo so, sono davvero tante, ma non rimanete sconvolti perché infondo le bugie sono decisamente più utili alla vita di quanto non sia la verità. Sono loro infatti che ci permettono di “sopravvivere” nella giungla dei rapporti umani, in cui per raggiungere un obiettivo, Continua a leggere

Tornano i “fasci”? Francamente spero di NO!

Standard

Quando io e Paolo abbiamo immaginato a come potesse essere strutturata questa rubrica e quale dovesse essere la sua funzione ci siamo guardati e quello che ci siamo detti è: “sarà molto impegnativo e delicato il nostro lavoro”. Ma mai e poi mai mi sarei immaginato di dover trattare un ddl costituzionale che avesse lo scopo di abolire il reato di apologia fascista. Continua a leggere