Google Wallet

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“In the past few thousand years, the way we pay has changed just three times—from coins, to paper money, to plastic cards.
Now we’re on the brink of the next big shift.”
Così esordisce la homepage dedicata a Google Wallet, la futura applicazione android che promette di trasformare il tuo cellulare nel tuo portafoglio. Se in passato per prendere una bottiglietta d’acqua o il nostro snack preferito dal distributore automatico occorrevano delle monete o le famose “chiavette”, in futuro basterà avvicinare il cellulare. Se in passato si facevano lunghe file alla cassa per poter pagare i nostri acquisti, in futuro tutto questo scomparirà, rimpiazzato difatti da una postazione automatica in grado di leggere e far pagare la spesa direttamente dal cellulare.
Questi sono solo alcuni esempi e casi d’uso nel quale Google Wallet potrà rivelarsi come prossima rivoluzione tecnologica. Ma cosa si nasconde esattamente dietro a questa innovazione? Da qualche anno, università e centri di ricerca di tutto il mondo, hanno iniziato a focalizzare la propria attenzione su una promettente tecnologia, la Near Field Communication (NFC), sviluppata dal binomio Philips-Sony.
Cos’è esattamente? La NFC è una tecnologia che fornisce connettività wireless a corto raggio, tipicamente ad un massimo di 4 cm, operando ad una frequenza di 13.56 MHz e ad una velocità di trasmissione che va da 106 kbit/s a 848 kbit/s. Infatti, al contrario della Radio Frequency Identification (RFID), “parente” stretta di NFC, l’instaurazione della rete tra una coppia di apparati avviene grazie all’induzione magnetica tra due antenne ad anello, ognuna installata sul rispettivo dispositivo. In RFID, invece, entrano in gioco i campi elettromagnetici e la comunicazione tra i dispositivi è possibile a distanze maggiori, tant’è che questa tecnologia sta iniziando ad avere impiego nel campo logistico.
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Tecnologia, intelligenza e … passi indietro.

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Tecnologia è una parola derivante dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghia), letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al sec. XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. E, proprio come l’essere umano, anche il concetto di tecnologia ha subito un’improvvisa accelerazione. Guardandoci indietro di appena qualche decennio, ci accorgiamo infatti che questa definizione non è più adeguata. La tecnologia è divenuta, piuttosto, un mezzo che ci aiuta e ci rimbambisce al tempo stesso. A tal punto che molti di noi, riflettendo, devono necessariamente considerarsi fortemente vincolati.

La vita quotidiana ci offre ottimi esempi di ciò che voglio dire. Un tempo si viaggiava con il solo ausilio delle cartine stradali. Ora un navigatore satellitare ci indica la strada e, a breve, l’automobile si guiderà da sola. La capacità di risolvere un problema come può essere il raggiungimento di una destinazione non è più fondamentale ai fini della risoluzione del problema stesso: c’è un qualcosa che lo fa al tuo posto. Questo è, a grandi linee, ciò che oggi consideriamo tecnologia: possiamo ancora considerarla, come nella sua accezione originaria, l’arte del saper fare? Continua a leggere

Lo strano sviluppo della tecnologia

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Questi giorni pensavo allo strano modo in cui si evolve il mondo tecnologico. La sua evoluzione mi sembra del tutto particolare in quanto abbiamo cambi di direzione improvvisi che determinano un lungo lavoro futuro e spesso accantonano quello prima, vi faccio alcuni esempi.

Ricordo bene quando facevo le superiori e c’era la moda del cellulare più piccolo, si faceva a gara a chi aveva il modello più minuto ed io, che sono sempre stato molto attratto dalla moda tecnologica, avevo un cellulare Panasonic piccolissimo grande poco più del mio orecchio, facevo fatica a digitare i tasti! Io non sono molto vecchio ed il primo iPhone usci quasi 4 anni fa mentre alle superiori andavo 6 anni fa, dunque in circa 2 anni la tecnologia ha fatto un cambio a dir poco radicale! Mentre una volta si tentava in tutti i modi di avere un prodotto piccolissimo, oggi i moderni cellulari non sono più piccoli di una mano. Voi potreste dirmi che è grazie a quel lavoro di miniaturizzazione che oggi possiamo avere cellulari complessi come il Nexus One in “solo” una mano, ma vi faccio un esempio reale che stiamo vivendo proprio in questo periodo. Un anno fa sembrava che gli smartphone ed i netbook avessero completamente saturato il mondo della tecnologia mobile, in effetti le vendite di iPhone(e fratelli) e netbook andavano a gonfie vele e lo sviluppo degli stessi procedeva in modo spedito! Netbook con prestazioni sempre migliori, smartphone che si evolvono in un fusione tra un lettore mp3+cellulare+macchina fotografica+internet… ed ecco che improvvisamente escono i Tablet che non c’entrano esattamente nulla con il modello che si era affermato! È senza senso avere sia un iPhone che un iPad in quanto ci troveremo ad usare il primo come un semplice cellulare di dimensioni enormi, per non parlare di avere un Tablet con un netbook…senza senso! Non me ne intendo molto di mercato, ma perché una azienda dovrebbe introdurre un dispositivo che toglie fette di mercato ai propri dispositivi che già si sono imposti? In un bell’ articolo su Wired.it si scriveva proprio di quanto diventava inutile l’iPhone quando si possedeva un iPad ed io aggiungo che, con un Tablet qualsiasi smartphone è inutile.

Secondo voi questo meccanismo è un semplice stratagemma economico per vendere sempre un prodotto nuovo o semplicemente fa  parte della naturale evoluzione del mondo tecnologico?

di Marco Codastefano

Tecnologia, cosa?

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(Marco Codastefano)

Nell’altro articolo sulla domotica ci sono stati molti commenti avversi ad una tecnologia più presente nella vita di tutti i giorni. Tecnologia…cosa abbiamo creato?? Che cosa rappresenta? Cosa è per voi la tecnologia??
Non intendo la definizione accademica, intendo una definizione quasi filosofica.

Sfogo capitalistico ed imperialista del nostro secolo

Semplicemente questo? Sappiamo tutti che il livello tecnologico aumenta vertinogisamente durante le guerre, sappiamo tutti che per produrre è importante avere mezzi che producano di più!
Allora produciamo tecnologia giusto per il gusto di produrre, produciamo è questo l’importante giusto? è questo che ci insegne la società.

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Viaggi nel tempo. E’ questione di “post-selezione”

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(di Francesco Baratta)

“Ritorno al futuro” fa ormai parte della storia del cinema ma ben presto potremmo riguardarlo con un ottica diversa, la stessa con cui si rileggono oggi, a 150 anni di distanza, i racconti di Jules Verne. In altre parole preparatevi perché, in un futuro ormai non più fantascientifico, potreste ritrovarvi su una sfavillante Delorian a dover scegliere se visitare il passato o esplorare il futuro.

È infatti di pochi giorni fa l’annuncio che al MIT di Boston, un gruppo di studiosi (tra cui due italiani) avrebbero trovato la chiave teorica per viaggiare nel tempo. Ma la notizia è ancor più importante delle speculazioni che genera in quanto la scoperta consisterebbe in un ben più ampio risultato, la chiosa tra le teoria della relatività e la meccanica quantistica in quella che sarebbe la “teoria del tutto”, ovvero una semplice ed unica legge universale in grado di racchiuderle tutte.

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La domotica: un nuovo modo di vivere la propria abitazione

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(di Marco Cosastefano)

Con questo articolo continua il nostro viaggio su quello che sarà l’informatica. Siamo partiti dal passato con la storia dei sistemi operativi fino ad arrivare al futuro “nella nuvola”, oggi paleremo di come l’informatica influenzerà la nostra vita quotidiana, più di quanto già non faccia ora.

La domotica è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti antropizzati. Il termine domotica deriva dal greco domos  che significa “casa”. (wikipedia)

Ma questo cosa significa?

Staccate da lavoro stanchissimi, il solo pensiero di andare a casa a cucinare vi fa perdere la voglia di mangiare…quanto sarebbe bello che tutto fosse pronto!!! Beh nessun problema, accendete il vostro tablet selezionate una bella ricetta e quando tornerete a casa sarà già tutto pronto! che sogno!! Finisce una giornata stressante, ci vorrebbe un bell’ambiente accogliente a casa ad attenderci… selezionate sul vostro cellulare l’opzione “relax” e quando tornerete a casa troverete le luci soffuse e la vostra canzone preferita. Ma si possono fare cose molto meno fantascientifiche, ad esempio mentre state sdraiati sul divano potete accendere e spegnere le luci con il vostro cellulare, avere una casa intelligente che regola in automatico l’uso degli elettrodomestici in modo da risparmiare energia, che regola la temperatura della piscina in basa ad alcuni fattori…insomma, le possibilità sono infinite.

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Tutto in una nuvola…

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(di Marco Codastefano)

Vi piacerebbe portare con voi tutti i contenuti che avete sul computer di casa quando siete in giro?
Avere esattamente le stesse cose, con le stesse prestazioni…insomma vi piacerebbe avere il vostro PC ovunque?
No non sono pazzo e non vi sto dicendo di caricarvi il fisso sulle spalle ed andarci in giro (con questo caldo poi), vi sto solo introducendo al Cloud Computing!

“In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto.”(wikipedia)

La “nuvola” sarà il vostro computer, il pc solo una periferica con cui essa possa interagire. In pratica tutti i nostri dati saranno salvati in un server sparso da qualche parte nel mondo e tramite internet ne avremo l’accesso.
Detto cosi sembra difficile, invece è piu semplice di come funzioni un computer ora (almeno per l’utente finale).

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