Tra esami, nutella e valige da preparare

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Inizio il post volendo sfatare un falso mito molto radicato tra gli stranieri… la Nutella, la Ferrero, la Kinder-Ferrero e tutti i prodotti collegati a questo gruppo sono italianissimi… lo dico perché in questa mia permanenza svedese m’è capitato di assistere a scene un po’ anomale… qualche settimana fa, mentre alle 3 del mattino preparavamo waffel (prima di andare a dormire, non dopo esserci svegliati naturalmente), Ella, la ragazza finlandese che abita qui nel mio piano, ha chiesto a me, Enrico e Rachele se eravamo a conoscenza del fatto che la Nutella fosse italiana O.o con un sorriso sulla bocca abbiamo risposto che naturalmente sapevamo che la Nutella fosse italiana… credevo, francamente, che fosse un caso un po’ isolato, ma così evidentemente non era… ieri sera sono andato a Vilhelmsro, dove c’è un’altra student accomodation, per la solita festa del venerdì sera a base di flip glass (io naturalmente non giocavo…)… Karin, una ragazza tedesca che seguiva il corso di svedese con me festeggiava in contemporanea il compleanno e così, al momento della torta, altre ragazze austro-tedesche le hanno dato il loro regalo.. un pacchetto di haribo, 4 penne e, penzolanti dal fiocco del pacco, 6 o 7 kinder schoco-bons…. In pratica era un regalo “tedesco” nel senso che i prodotti erano tutti teutonici… caramellino gommose made in deutschland, penne made in deutschland e anche gli schoco-bons secondo loro made in deutschland… Io, da fiero italiano consumatore di nutella gli facevo notare che erano italiani… e loro.. nono… you see… kinder, kinder, kinder… bambino… e io a ribattergli, sì, ma kinder-Ferrero… e la Ferrero è italiana… è la stessa azienda che fa la Nutella, e la Nutella è italiana… e Sandra, ragazza tedesca anche lei conosciuta al corso di svedese, mi fa ridendo: “Ma davvero? Io ho sempre pensato che la Nutella fosse tedesca”… -.-“ quindi, quando andate in giro per vacanze, erasmus e cose del genere, non mancate di ricordare fieramente a tutti che la Nutella è un prodotto strettamente made in Italy…

Passiamo dal dolce all’amaro… molto amaro….ieri, 1 aprile, primo esame dato in terra norrena… ed era meglio non darlo… comunque, come va va… al massimo lo do nuovamente a fine maggio… esami particolari, quelli che organizzano qui in Svezia… la durata minima è di 4 ore, ma gli altri ragazzi italiani della Businness School hanno avuto esami anche della durata di 5 ore… un 6 o 7 pagine di esercizi che servono per valutare abbastanza approfonditamente la preparazione dello studente… stesso numero di pagine e 11 esercizi da svolgere, invece, nel mio compito di svedese, per un totale di 104 punti (ogni esercizio ha un suo punteggio ed il voto viene stabilito dal numero di punti che ottieni… una sorta di raccolta punti in stile supermarket insomma…) ma non credo di superare i 50… quindi stendiamo un velo pietoso sull’argomento va…. Altra cosa molto “particolare” è la calendarizzazione degli esami… da noi per ogni sessione ci sono almeno 3 appelli… dato che le sessioni sono 3 si hanno almeno 9 tentativi in un anno accademico per ogni esame… che poi possono anche aumentare nel caso di  accordi “speciali” con i docenti o grazie ad appelli straordinari… il sistema svedese, invece, prevede un appello immediatamente successivo alla fine delle lezioni (son finite il 30 marzo, ed il 1 aprile c’era l’esame) e, nel caso in cui non lo si passasse, c’è una sola altra possibilità un mese, un mese e mezzo dopo (la cosiddetta re-examination)… insomma, non possiamo lamentarci di come veniamo trattati con il nostro sistema di appelli a ripetizione…

Tra pochissime ore, infine, saluterò nuovamente Jönköping (che si pronuncia più o meno ionscioping) per la seconda volta nel giro di 10 giorni e passerò una comoda nottata sulle poltroncine dell’aeroporto di Göteborg (che si pronuncia, sempre più o meno, ioteborij) in  attesa di un aereo che mi porterà in giro per i paesi baltici… Il programma di viaggio esatto non lo so, ma fino al 10 aprile visiteremo (vado con una decina di altri ragazzi che, naturalmente, non conosco, tranne due) nell’ordine Vilnius, Riga, Tallin ed Helsinki, per poi fare ritorno alla base via Stoccolma… giretto lunghino e sicuramente faticoso, ma credo che sarà anche piuttosto interessante… Quindi ora torno a preparare la mia valigia… saludos…

Luigi Teodonio 02/04/2011

Pubblicato in ritardo per colpa non sua…😉

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