Tra prime lezioni e supermarket

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THE BEGINNING OF EVERYTHING

Iniziate oggi (martedì) le prime lezioni, anzi la prima lezione, della mia vita universitaria svedese. Oggi, infatti, ha preso il via il corso di Swedish Language, Society and Culture I, un corso che serve, come lascia intendere il nome, a dare un’infarinatura generale sulla lingua, sulla società e sulla cultura svedese. Il corso si tiene in un’aula che può ospitare comodamente 50 persone (gli studenti non sono più di 30 in questo caso) dotata di proiettore, computer e varie lavagne… Come accade in ogni aula universitaria italiana insomma😛 La docente, che credo non avesse più di 40 anni, era, naturalmente molto preparata e, per quanto possa valere questo giudizio “affrettato”, molto brava sotto il profilo didattico… E, a proposito di didattica, tocchiamo il tasto amaro del metodo didattico, cui avevo accennato anche nel precedente post. Un piccolo antefatto: nel corso della settimana introduttiva, ogni professore che interveniva ripeteva le stesse parole: “Qui siamo abituati ad utilizzare un metodo di insegnamento che, probabilmente, è molto differente da quelli a cui siete abituati. Nessuno qui vi dirà quanto, quando e come dovete studiare; dovrete autogestirvi, dovrete essere voi a programmarvi lo studio etcetcetc”. Insomma, a dirla tutta non mi pareva poi così differente da come vivo l’università qui in Italia. Si va a lezione, se hai voglia porti il programma di pari passo o quasi, o aspetti le ultime due settimane per studiarti tutto e speri che poi ti dica bene il giorno dell’esame.. Ed invece era tutt’altro che così.

Qui funziona, come credo in tutto il nord Europa, che gli studenti debbano preparare le lezioni prima di seguirle: se io ho lezione, diciamo, venerdì, entro quel giorno devo già sapere di cosa si andrà a parlare nella lezione di venerdì, leggendo articoli, svolgendo esercizi e scrivendo relazioni varie. Un metodo, come si era capito, che non mi sta troppo simpatico, per usare un eufemismo; magari è un modo per far sì che gli studenti siano più attivi nel corso delle lezioni o non so cosa, ma non vedo davvero dove sta la libertà di scelta di cui parlavano all’inizio… Anche gli altri italiani “svedesi” che conosco non sembrano gradire parecchio ‘sto metodo: magari sarà solo questione di abitudine, però… lasciamo tempo al tempo e poi, tra qualche altra settimana, ne valuteremo l’efficacia…

SCAMPOLI DI VITA QUOTIDIANA

Per il resto, mi sto “abituando” alla vita che mi sono scelto per questi sei mesi. E per uno che non aveva mai portato il “culo” lontano da casa per più di due settimane e solo per vacanza, non è assolutamente semplice. Sto iniziando a prendere confidenza con i fornelli, con lavatrici, con asciugatrici e altre cose del genere. Ma credo che il momento peggiore sia stato quando ho messo per la prima volta il piede nel supermercato (che, tanto per la cronaca, era l’Hemköp, una catena svedese di supermarket) a due passi da dove sto. Non che non ci fossi mai entrato prima, solo che le volte precedenti c’ero entrato con la consapevolezza di cosa dovevo comprare, o perché erano cazzate o perché avevo la mia bella lista già preparata da qualcun altro. Questa volta era diverso. Appena preso il carrellino, la prima cosa che m’è passata per la mente è stata: “E mo che cazzo ci metto dentro?”. Bene o male, girando e rigirando tra i reparti e tra gli scaffali, qualcosa dentro sono riuscito a metterci, ma ho certamente bisogno di molta, molta più pratica. Altro momento “topico” è stata la scelta de detersivo per la lavatrice: son andato due volte al supermarket (sempre lo stesso) e per due volte ho fissato l’intero scaffale nella speranza che, facendo pena a qualche scatola o bottiglia di detersivo, si gettasse nel mio carrello, “sacrificandosi” al posto dei suoi “simili”. Purtroppo non è mai avvenuto. Il problema di fondo, in questo caso, è che le etichette in svedese non sono poi così di facile interpretazione come potrebbe invece sembrare (😛 ) e scegliere un detersivo liquido adatto alle mie esigenze non è stata la cosa più semplice di questo mondo (“metti che poi prendessi per sbaglio l’ammorbidente invece del detersivo?” Era questo il tarlo che mi mangiava il cervello). Poi ho chiesto ad una ragazza italiana che sta nello stesso dormitorio, solo un piano più sotto e, fortunatamente, ha avuto l’accortezza di non “sbottare” a ridermi in faccia e mi ha consigliato, semplicemente, di prendere il detersivo in polvere…

All’IKEA, invece, è stato uno spasso acquistare le lenzuola ed altre inutilità ed amenità varie. A parte il fatto che per trovarle ci sarebbe stata molto utile una cartina (essendo la regione di Jönköping la regione di “nascita” dell’IKEA, lo store della città è uno dei più grandi d’Europa), però ne ho trovato due paia davvero carine e mi ritengo più che soddisfatto del mio acquisto. Solo per la cronaca, i “completi letto” svedesi non sono come li conosciamo noi: sono composti da un copri piumino e da una federa per il cuscino, poi a parte puoi acquistare il lenzuolo che copre il materasso; quindi ti giri tutta l’IKEA alla ricerca dell’abbinamento perfetto (per i tuoi gusti, naturalmente).

BUROCRATIC STUFFS

Piccola chiusa su quel poco di burocratico che c’è qui in Svezia. Per rimanere oltre 3 mesi, anche se sei un cittadino EU, devi fare richiesta al Migrationsverket, l’ufficio immigrazione svedese. Naturalmente il processo è molto semplice: chiedono copia del passaporto, della lettera di accettazione dell’università che ti ospita e la copertura assicurativa sanitaria, anche in questo caso offerta sempre dall’università. Il tutto si fa online, tramite il loro sito: si caricano le scansioni tramite l’apposito form e poi ti fanno sapere loro. Niente giri per uffici, niente bolli, niente passaggi per uffici di polizia, niente di niente insomma: autocertificazione (più o meno) assoluta. Il fatto è che agli altri ragazzi italiani hanno inviato la lettera nel giro di pochi giorni (un paio mi pare), mentre io è da una settimana che aspetto… Mah.. speriamo si risolva tutto al più presto…

Luigi Teodonio

5 pensieri su “Tra prime lezioni e supermarket

  1. Simone

    Da quanto leggo sembra queste cronache dalla Svezia stiano procedendo tranquillamente…bene! mi fa piacere, chissà quanto ancora ci toccherà aspettare prima che tu ci inizi parlare anche delle tanto acclamate svedesi(specie qui nel basso Lazio). xD

    p.s. vai giggio!!

  2. Pietro

    Si, ok il detersivo in polvere, però ti serve per forza l’ammorbidente!
    Di solito i detersivi in polvere lasciano gli indumenti più duri….dimenticavo, fai sempre il lavaggio con acqua al max a 30 gradi, così puoi mischiare tutto…Buon Proseguimento

  3. @simone: vedrò di rimediare il prima possibile per quanto riguarda le svedesi, anche se è più semplice fare incontri extra-scandinavi, visto che seguo soltanto un corso dedicato agli studenti stranieri
    @pietro: beh… ci arrangiamo anche senza ammorbidente.. gli abiti sono un po’ più duri, ma tanto non è che poi li stiro o cosa… si sopravvive anche senza😛

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