Sconfitti o vincitori…il senso non può stare in superficie!

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(di Pietro Deligia)

Se non avete tempo da dedicarmi, allora chiudete questo post, ce ne sono altri meno impegnativi, ma solo a livello temporale!
Altrimenti iniziate dalla fine…andate ai video, vedeteli, pensateci un po’ e poi tornate qui e leggete, se ancora ne avete voglia.

Qualche anno fa lessi un saggio, uno di quei saggi che mi ha interrogato successivamente, e che tuttora lo fa.
Alessandro Baricco, I Barbari, una di quelle letture che ti lasciano qualcosa dentro e che ti aiutano a partorire delle idee o perlomeno a ragionare sulle cose.

La Mutazione, di cosa?
Del senso del sapere, del divenire, dell’apprendimento e del modo di fare esperienza che abbiamo oggi, avevamo ieri, e di come potrebbe essere domani .
Questo era il tema del piccolo libretto, che apparì a puntate, per la prima volta sulle colonne di Repubblica nell’estate 2006.

Sulla validità delle tesi ci si potrebbe disquisire all’infinito ma certo risultano quantomeno affascinanti e grottesche.
Sulle competenze tecniche trapelate in merito a Google ed al suo funzionamento ci sarebbe da approfondire un pò (tuttavia è una scrittore!), ma quello che a mio avviso è insindacabile è il messaggio.
Un richiamo severo al cambiamento in atto, alla velocità che ci guida quotidianamente ed al senso ultimo delle cose, che come i meno barbari più o meno si aspettano, è nascosto in un baule in fondo al mare, al riparo dagli sguardi indiscreti di chi si avvicina con le carrette del mare (motori di ricerca e Wikipedia) a questo scrigno di conoscenza che è ciò che fonda tutto, quello che dà il significato ultimo.

La mia non vuole essere una critica anacronistica ed inutile ai mezzi sopracitati (ci vivo in simbiosi), tuttavia mi preme sottolineare che a mio avviso essi non devono essere presi come verità assolute, ragionateci, soprattutto se avete visto i video ed avete carpito come la cultura-conoscenza arriva ai nostri occhi attraverso i pc.
Credo che scavare a fondo in maniera un po’ vecchia risulti più formativo, meno semplicistico e soprattutto è adesso e sarà sempre l’unica via percorribile per chi è realmente interessato ai fatti.

Poi un giorno mi dicono che i Barbari hanno vinto, che è lo stesso scrittore a rivelarlo!

http://www.wired.it/magazine/archivio/2010/09/storie/i-nuovi-barbari.aspx?page=all

Cosa dire, una pura provocazione? Credo di si, per chi è innamorato del romanticismo antico di certe cose, della fatica intrinseca che serve per raggiungere gli obbiettivi più nobili, sentire che la nostra società ha spostato il senso ultimo delle cose in superficie, operando un trasporto di comodo fuori dal comune e molto incline al modo di fare barbaro, è un vero colpo al cuore, non si può spostare l’immobile, la comodità non appartiene a questi luoghi.

La fatica, la durezza dell’esperienza, la difficoltà a raggiungere le vette più alte dell’interiorità umana, cioè il senso, non può stare in superficie ed essere alla portata di tutti, ma solo di quei palombari pazienti che sanno compensare nel tempo le esperienze e sanno trarne insegnamento.
Sarà un modo poco dinamico di vedere la società, ma è quello più astruso, quindi quello più affascinante.

Io credo di essere un medio Barbaro e voi quanto barbari siete?

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14 pensieri su “Sconfitti o vincitori…il senso non può stare in superficie!

  1. Antonio

    Aspettavo da tempo un post su Baricco, sui barbari e sul saggio della mutazione. i video sono fantastici e ci fanno capire come internet e in particolare google abbia cambiato il modo di conoscere le cose. Tu mi conosci, sai che sono un romantico e a volte uno che non riesce ad accettare i cambiamenti che questo mondo ci impone, e sono pienamente d’accordo quando dici che il modo giusto di conoscere è approcciare la conoscenza con google per poi svilupparla con “metodi vecchi”; però non si può non rimanere sbigottiti vedendo come quei due inventori di google abbiano trovato il modo di selezionare la mole infinita di notizie e porle agli occhi delle persone in maniera ordinata. E’ qualcosa di veramente strabiliante e noi che siamo nati in quest’epoca e diamo tutto per scontato, dovremmo capire che non è cosi e che c’è qualcosa di quasi “magico” nei motori di ricerca e nel modo che hanno di agire. Grazie a Baricco che ci ha illuminato e a te che lo hai posto all’attenzione dei lettori…
    ps: forse quel giorno a san vito sarebbe stato meglio se al posto di farmi leggere calcio 1 e 2, mi facevi leggere GOOGLE; forse questo libro l’avrei già letto. 😉

  2. Eddie (S.D'errico)

    E’ la seconda volta che leggo un post su baricco riguardante questo libro e questo video, e sinceramente l’effetto è lo stesso, interessante ma tragico (o quasi).
    Credo che chi più chi meno siamo tutti dei barbari e ahimè è quasi impossibile starne fuori, visto che in molti casi significherebbe emarginazione e in questa società(purtroppo) emarginazione, solitudine, meditazione solitaria, sono tutti sinonimi di sconfitta.

    Penso che l’avvento dei barbari e di questa mutazione sia dovuta al mutamento del modo di pensare, ma non solo anche di fare tutto(come detto anche da baricco) nella maniera più veloce ed efficacie, ma soprattutto nella maniera più comune possibile.

    Perché nella maniera più comune? perché è cosi che funziona google, e per lo stesso motivo per cui seguiamo la moda, e il film più bello è quellol più visto…”criteri legittimi ma sbagliati”, farei una distinzione tra i barbari (in maniera molto “barbara”), ci sono i barbari che si adeguano perché sono nati già barbari, tra i barbari(come lo juventino che diventa della juve perché in famiglia sono tutti della juve), e i barbari che sanno, e sono consapevoli di questa mutazione e che impotenti cercano di adeguarsi il meno possibile.

    E l’impotenza è generata (a mio modestissimo parere) dal tempo, è il tempo la vera tragedia, la standardizzazione delle giornate, la necessità di dare una omogeneità a tutto, anche quando questo significa cogliere nessuna o poca esperienza.
    L’importante è non perdere tempo:

    Ma non perdere tempo significa costringere gli altri ad essere veloci, cercando il più possibile a stare allo stesso passo degli altri, o lasciare che la corrente li trascini(come capita per i meno barbari).
    Ecco perché siamo costretti a laurearci in 3 anni con il massimo della media(per carità se uno è bravo è un conto, se uno ci riesce ma poi dimentica tutto è un altro).
    Ecco perché vogliamo la dieta che duri il meno possibile e funzione il più possibile.
    Ecco perché preferiamo scaricare la musica e ascoltarla al pc, mentre faccio 100 altre cose, anziché farlo sdraiato sul letto,al massimo mentre penso.
    Ecco perché la cosa migliore è quella che è migliore secondo tutti(e non secondo noi stessi o secondo esperti).
    Ecco perché agire è meglio di meditare, ecco perché l’istinto è meglio della ragione.

    Ma non è sempre possibile ottenere il miglior rapporto efficienza/tempo.
    La nostra mente ha bisogno di tempo, del giusto tempo per comprendere, conoscere, fare, ottenere ecc.., che è diverso dai tempi necessiti agli altri, ecco perché non è possibile standardizzare semplicemente perché non siamo tutti uguali, quindi penso che questa mutazione forzata rappresentato dell’imbarbarimento è destinata a collassare su se stessa, ora sta vincendo ma prima o poi perirà.

  3. Pietro

    @ Eddie:

    Credo che si debba parlarne, parlarne, parlarne, è una lotta impari, velocità contro lentezza romantica, fascino contro linee continue ed infinite.
    Non so se la nostra civiltà sia disponibile a ripensare l’apprendimento quotidiano, ma almeno che sia coscente di come avviene!

  4. Pietro

    @ Antonio:

    Ti invito alla lettura, al ragionamento e soprattuto a carpire come questo modus vivendi non si manifesti solo sull’innovazione, ma soprattutto sulle cose vecchi che cambiano in quella direzione.

  5. Valeria

    E’ grazie a Pietro che ho letto, poco tempo fa, questo libro che mi ha dato modo di riflettere molto sulla questione “barbari”. Prima di leggere il libro, se qualcuno mi avesse chiesto se io mi definissi una barbara della società odierna, io avrei risposto con presunzione NO! tuttavia dopo aver compreso il vero senso di questo termine devo definirmi, almeno in parte, una barbara. Vado alla ricerca della velocità, cerco di ammirare il disegno della mia vita dall’alto per comprendere quale passo debba seguire l’altro, senza restare ferma su una tappa a scavare…proprio come fanno i barbari narrati da Baricco. Nonostante ciò ho deciso di affrontare la cosa proprio come consiglia lo scrittore nell’ultimo capitolo del libro ( La muraglia cinese)…ve lo direi, ma poi rovinerei il finale!

  6. arturo

    Quanta carne al fuoco!
    Scusate, ma trovo veramente eccessivo giudicare insindacabile un normale punto di vista neanche tanto originale. Dato che era chiaro sin dal principio che un’apertura dell’informazione e una sua maggiore disponibilità a tutti, necessariamente avrebbe comportato di pari passo ad una “mediocrizzazione” della stessa.
    Seconda cosa, quasi sempre ideale e funzionale non coincidono e quindi è disonesto controbattere ad una soluzione o posizione funzionale (e quindi pragmatica) con una ideale. In quanto ciò che è funzionale è realizzabile, l’ideale molto spesso no. Ma sicuramente gli ideali devono essere di ispirazione per una soluzione funzionale migliore possibile. E’ fondamentale contestualizzare sempre il tutto, altrimenti non si arriva mai da nessuna parte.
    Quindi, parlando in concreto di google, è ovvio che comunque alla base ci sia un meccanismo di cernita che rispecchia un criterio di selezione vicino a chi lo ha ideato o comunque che lo ritiene più valido di altri [per esempio anche punto futuro dà un taglio alle argomentazioni che rispecchiano i punti di vista di chi le fa (anche quando si cerca di moderare e schermare la propria posizione, alla fine traspare sempre );così come le tematiche sollevate sono vicine o comunque care a chi le propone].Ed è giusto che sia così, in quanto ognuno è spinto ad agire in base alla propria coscienza, modo di pensare etc. Non per altro, ogni creatura è ad immagine e somiglianza, o più semplicemente, rispecchia sempre l’anima del suo creatore. Se non si vuole sottostare a tale criterio (o vincolo, come dir si voglia), ne rinunciare a quella fetta di libertà di scelta di cui necessariamente il criterio si appropria, basta accantonare la comodità del clic e fare da se e manualmente quella selezione, passando a setaccio tutto il materiale a disposizione. Non mi sembra nulla di così nuovo. E’ per tale motivo che sarebbe meglio dare la giusta importanza agli improvvisatori che non sollevano nessuna questione autentica, bensì riscaldano soltanto minestre di cui la storia già ci ha indicato gli ingredienti e il tempo di cottura. Mentre la mobilitazione delle coscienze e gli spunti veri per riflettere spetta agli intellettuali, quelli veri. A quei luminari (capaci di sollevare ex novo una riflessione), i cui ragionamenti arrivano sempre ad una conclusione ben argomentata e sensata. Tutt’altro sono i dibattiti e simili, dove ognuno dice la sua. Altrimenti si scava un tunnel di qualunquismo e relativismo, già abbondantemente in atto, che può sfociare solamente in un deterioramento sociale.

  7. Pietro

    @ Arturo:

    Diciamo che se di carne al fuoco già ce ne stava molta, tu hai contribuito a metterne altra! Andando anche molto fuori tema a mio avviso…..

    Poi l’insindacabile messaggio mi sento di sottolinearlo ancora caro Arturo, visto che credo sia evidente come esso sia veritiero, forse si, può essere discusso, ma a quel punto risulterebbe forse meno insindacabile….e poi non ho parlato mai di originalità!

    Ma sei per caso Steve Jobs o Nostradamus?

    Mi dici, visto che le sai queste cose, quali saranno le prossime conseguenze che questo modo di fare porterà alla società?

    Poi io non parlavo strettamente di google, quello che volevo mettere in evidenza era un modo di pensare che i comuni mortali non eleborano facilmente quanto te.

    Concludo e ti dico che non servono gli intellettuali/luminari per sollevare questioni alte, e soprattutto che il qualunquismo sta dove si vuole cercare di tarpare le ali alle opinioni e dove vengono delineate figure pensanti per tutti, mentre tutti non pensano!

  8. arturo

    Scusami Pietro, ma io sono stato preciso nel riprendere i punti dal tuo articolo ed argomentarli come meglio credo. Questo non è mettere altra carne al fuoco così come non individuo il decentramento dal discorso. Forse con la mia prima frase, intendevo invece farti notare proprio la pluralità delle tue considerazioni. Io ho semplicemente seguito un chiaro filo logico e lineare proprio per non essere risucchiato dalla complessità della tematica.
    L’originalità l’ho messa io in ballo, per argomentare come il messaggio che tu sostieni insindacabile non è nuovo. In quanto la paura umana che nasce in risposta ad un cambiamento dello stato delle cose, è un fatto ciclico nella storia. La paura che è sempre andata di pari passo con i grandi cambiamenti sociali e culturali (es. le rivoluzioni industriali, tecnologiche, sociali) avvenuti sin dalla notte dei tempi fino ad oggi.
    Nostradamus o Steve Jobs?non ho capito cosa mi hai chiesto altrimenti ti avrei risposto anche su questo.quale modo di fare?
    Poi,altro punto. Google l’ho citato infatti contestualmente all’articolo ed ai video correlati sottolineando semplicemente come sia rimasta la via tradizionale di accesso all’informazione (alternativa all’informazione che deriva da google etc. proprio perché tu stesso avevi messo in guardia a no prenderla come verità assoluta) solo che è meno comoda e meno immediata di un click.
    Infine la questione dei luminari. Proprio in base al fatto che hai definito insindacabile un messaggio non nuovo (ecco perché non originale, come già ti ho spiegato), ho indicato i luminari solo come i più accreditati per solamente lanciare (metto il riferimento:“mobilitazione delle coscienze e gli spunti veri per riflettere”) in modo ben formulato un messaggio autentico da cui deve partire un grande confronto costruttivo ricco delle idee di tutti e non come dittatori che negano dibattiti o con intenzioni repressive. Quindi esclusivamente come punto di partenza. Questa è un’altra cosa che ti sei palesemente inventato. Ho ben specificato ciò nel primo commento.
    Comunque mi spiace come un mio commento articolato e preciso sia stato liquidato con della stridula ironia e distorsione del significato delle mie argomentazioni, che come ti ho mostrato punto per punto erano assai fondate e coerenti con gli argomenti in questione.
    Ovviamente io intendo sempre per il mio punto di vista ma ciò è sottinteso in un dibattito. Qui nessuno vuole proporre idee di altri o con un intento di universalità (altro che Steve Jobs o Nostradamus) cosa invece di chi rifiuta il confronto screditando le opinioni senza un reale confronto, argomentazione su argomentazione.

  9. Pietro

    @ Arturo:

    Non ci siamo capiti…io non ti ho screditato!

    Il fatto di metterla un pò sull’ironia e di accendere il dibattito è un mio personale modo di fare (controlla i post precedenti).
    Quando attacco non denigro!
    Su google mi riferivo al fatto che non è solo lì che possiamo vedere questo cambiamento ma in tutta la società!

    Poi per Nostradamus mi riferivo a quando dici:”Dato che era chiaro sin dal principio che un’apertura dell’informazione e una sua maggiore disponibilità a tutti, necessariamente avrebbe comportato di pari passo ad una “mediocrizzazione” della stessa. Ma sempre in senso ironico!

    Credo che questo blog viva grazie a persone come te! E ti dico che il confronto è il motivo che mi fa stare qui a parlare con persone che nemmeno conosco, quindi credi che potrei mai non accettarlo?!

    Io sono fatto così, forse potrò infastidirti, ma a volte l’ironia è il modo più accattivante per affrontare le cose…e poi genera risposte!

    Ciao Arturo, spero contenuerai a seguirci ed a commentare con passione come stai facendo da un pò di tempo.

  10. Hey Jude

    E’ una tematica tanto grande. La mutazione ci risulta inevitabile in quanto siamo totalmente immersi in questa realtà di cambiamenti che apportano nella stessa quotidianità approcci con ciò che ci circonda assai differenti da ieri. L’esperienza di cui parla Baricco è l’antica che vede l’uomo attivo e volenteroso di cercare. La velocità, il vizio, non precludono in effetti il sapere, ma “ungono” l’attività dell’uomo di ricerca. Noi barbari o in parte barbari abbiamo sempre più appigli su cui tenerci, facilitazioni che hanno inizio da qui.

  11. claudia

    i barbari hanno veramente insediato la società del XXI secolo? Credo che l’uomo abbia da sempre avuto una tendenza ad appiattirsi e cullarsi nella mediocrità, scegliendo il percorso più semplice e meno faticoso…credo che i barbari siano il nostro alter ego svogliato e disfattista che vuole tutto e subito, senza neanche crederci tanto. Oggi è possibile avvertire la loro invasione semplicemente perchè viviamo in un epoca in cui il livello di vita e di cultura si è alzato e non risulta più difficile, come lo era una volta, occupare un posto, non dico importante, ma quantomeno mediocre nella società. Nonostante ciò l’ambizione e l’interesse che, come non era privilegio di tutti 200anni fa non lo è oggi anno 2010, portano, a mio avviso, molti di noi alla riflessione e al miglioramento per una crescita individuale, che sia determinata dalle “righe” di cui parla Baricco e non dal movimento.

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