Giorgio Ambrosoli, un “Eroe Borghese”

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(di Baratta Francesco)

Continuiamo il nostro viaggio attraverso quella parte di storia della Repubblica Italiana piena di ombre e di sospetti che ancora oggi sembra lontana dall’ottenere un chiarimento.

Affronteremo il caso Ambrosoli, riportato in auge, qualche giorno fa, da Giulio Andreotti, forse l’unico (dopo aver dato il commiato a Cossiga) ad avere un’idea chiara e completa su cosa sia realmente accaduto in Italia tra gli anni 70 e 80.

“Giorgio Ambrosoli è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”, questa la frase che ha sollevato numerose polemiche e che lo stesso Andreotti si è affrettato a rettificare qualche minuto più tardi sottolineando di voler “fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto”

Ma di che incarico stiamo parlando? Chi era Giorgio Ambrosoli?

Giorgio Ambrosoli, fu designato nel 1974 come commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, nata dalla fusione delle banche e degli istituti finanziari facenti capo a Sindona. Continua a leggere

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Montanelli racconta un pezzo di storia: P2 e Gladio

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Continua con il post di oggi il nostro viaggio attraverso i segreti della storia Italiana, viaggio iniziato col post della settimana precedente (https://puntofuturo.wordpress.com/2010/08/13/tu-quoque-fratello-silvio/) che affrontava la discussione sulla lettera aperta di Gioele Magaldi a Silvio Berlusconi. Lontani dal voler addentrarci in rivisitazioni storiografiche continuiamo ad affrontare queste tematiche proponendovi dei documenti dal forte impatto.

(di Baratta Francesco)
Lo so che non vi chiedo poco, le giornate sono calde e splendite, il richiamo del mare forte, ma se potete spendere 40 minuti, fatelo. In questa parte della lunghissima intervista rilasciata da Indro Montanelli ad Alain Elkann nel 1998, il grande gironalista racconta una parte della storia italiana i cui contorni sono spesso poco chiari e difficilmente decifrabili.
Il racconto sulla P2 e su Gladio, le due associazioni segrete più importanti della storia italiana  la fanno da padroni.
Della P2, il direttore racconta l’assoluta segretezza prima che il relativo caso giudiziario divenisse di dominio pubblico e ne fa, col solito tono sarcastico e pungente una descrizione impietosa.
Come al solito Montanelli non ha freni e definisce il capo della P2, Gelli, di cui racconta con dettagli da romanzo umorista l’incontro in una “segreta stanza 123”, un farabolano, un pazzo oltre che un fregnacciaro.  Lo descrive come un affarista, sottolineando di non aver mai creduto a mire di golpe e tanto meno all’identificazione del Gelli nel Grande Vecchio delle stragi italiane e questo perché ne fa un uomo appieno inserito in quel sistema mafioso che è l’Italia (“Conosco bene il mio paese”, afferma con furore) da cui trae tutto il suo potere e la soddisfazione delle proprie mire carrieristiche, e che dunque non trarrebbe alcun beneficio dal sovvertimento di tale sistema.
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Tu quoque “Fratello Silvio”

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(di Antonio di Giorgio)

In questo periodo, in cui spesso si afferma l’inesistenza di un’informazione libera e priva di censure, è un DOVERE MORALE cercare di costruirsene una che sia la più giusta possibile secondo la propria idea. Da qualche tempo su Current.tv sta andando in onda un documentario difficilmente rintracciabile su altre reti, il quale racconta un pezzo di storia della politica italiana ai più sconosciuta. A quanto pare una di queste rare fonti Punto Futuro l’aveva trovata già da tempo, visto il riferimento a questa testata nel post di apertura del nostro blog.
Il documentario prima menzionato mostra un’intervista e una lettera aperta di Gioele Magaldi, leader attuale de “il Grande Oriente d’Italia Democratico”, movimento democratico e post-comunista nato per fronteggiare la gestione filoberlusconiana del Gran Maestro Raffi del G.O.I. (Grande Oriente d’Italia), che ha come destinatario Silvio Berlusconi; il G.O.I. è nato il 20 giugno 1805 a Milano e attualmente rappresenta la più numerosa comunione massonica in Italia con più di 20000 iscritti. Per analizzare dettagliatamente questa lettera è bene aprire una breve parentesi sulla Massoneria, la quale viene definita come “ un ordine iniziatico che ha per scopo il perfezionamento dell’individuo. Tale definizione viene spesso modificata sostituendo uomo (o talvolta umanità) alla parola “individuo”, portando così la finalità della massoneria a una dimensione sociale e collettiva in genere, anziché puramente individuale” (fonte wikipedia).
Poiché Berlusconi entrò nella comunione massonica alla fine degli anni ’70, il Magaldi si esprime nei suoi confronti con un tono a dir poco informale, oserei dire confidenziale ( il Magaldi lo chiama Fratello Silvio ); addirittura il massone si permette di dare consigli, di emanare diffide e ammonizioni verso il suo operato nel corso della sua carriera politica, azione che in pochi in Italia possono permettersi di compiere. I contenuti della lettera sono forti, articolati e molto profondi. Continua a leggere