Votare No, per dire Si al Nucleare

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Vedere il nucleare come opportunità di crescita, come possibilità per lo sviluppo del paese e come mezzo di accrescimento ed impulso ad una economia che, anche per questioni energetiche, non riesce a decollare.

Non è facile pronunciarsi a favore sul tema dopo quanto avvenuto in Giappone nei mesi scorsi, non è facile ragionare con il necessario distacco da quanto accaduto, risulta molto più semplice cavalcare la paura, ragionare in modo propagandistico e poco informato sulle reali questioni.

La vera discussione sul tema non è mai stata affrontata in maniera scientifica, non sono un nuclearista convinto che il ricorso a tale modalità di reperire energia sia l’unica possibile per il nostro paese; credo tuttavia che debba essere una delle forme che, insieme a geotermico e solare(non quello attuale, troppo costoso), possa finalmente offrire al nostro paese l’opportunità di raggiungere una indipendenza energetica che altrimenti sarebbe impossibile da prospettare.

Con le energie alternative, all’attuale livello di sviluppo, non arriveremo mai a questo obiettivo. Certamente con lo sviluppo di nuove tecnologie tutto potrebbe essere possibile per le rinnovabili, ma allo stesso tempo anche la ricerca nel campo dell’energia nucleare continua a compiere i suoi notevoli passi avanti, avanzamenti che certamente verrebbero accelerati da un programma serio di sviluppo per centrali di quarta generazione e soprattutto centrali al torio (http://www.youtube.com/watch?v=Ld6M9ekrazY).

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Nucleare, le ragioni del si

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L’energia Nucleare, questa sconosciuta. Sono molte le parole che sono state spese in questi anni tra pro e contro ma di solito il dibattito medio si è fermato ad un livello molto superficiale.

In questo piccolo articolo tenterò di fare un riassunto dei motivi che ci spingono a votare SI al Referendum contro il ritorno del Nucleare in Italia.

1) Sicurezza degli impianti Termo-Nucleari

Come ben sappiamo gli impianti Nucleari sono forse gli impianti di produzione energetica più complessi che l’uomo abbia mai concepito. Sebbene i sistemi di sicurezza siano all’avanguardia e sempre più complessi ed affidabili, gli imprevisti anche gravi sono purtroppo inevitabili.

Generalmente i sistemi di sicurezza sono di due tipi: Attivi (pompe a gasolio…) e passivi (Raffreddamento a gravità…).

Questi sistemi hanno entrambi punti deboli ineliminabili e quando si guastano succede, nel peggiore dei casi, esattamente quello che abbiamo visto a Fukushima e Chernobyl.

Non mi addentro nell’analisi delle conseguenze che portano con sé tali incidenti sulla salute umana; ma penso che in questo periodo abbiamo avuto modo di farci un’idea in proposito.

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Risparmio energetico: “guerra ai vampiri del consumo”

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I vampiri di cui parlo sono elettrodomestici, cordless, computer, insomma tutto ciò che è composto da circuiti dove la corrente può circolare, e che proprio per questo motivo, minacciano il nostro portafoglio mediante il loro “peso” (in Kwh) accumulato ogni giorno, e che a fine anno grava sulle nostre bollette. Molti di questi apparecchi infatti continuano a consumare energia elettrica anche nel momento in cui non vengono utilizzati, ad esempio durante nota modalità “standby”.

Per darvi un’idea complessiva di ciò di cui sto parlando, invito ogni lettore a consultare la seguente scheda:

Consumo energetico di alcuni apparecchi in modalità standby

Apparecchio

potenza erogata
in standby
watt

Consumo
annuo
(kWh)

Costo
annuo
(euro)

Televisore nuovo

1

6,55

1,13

Televisore vecchio

10

65,52

11,26

Forno a microonde vecchio

2

16,74

2,88

Videoregistratore

6

45,86

7,88

Decoder

1

6,55

1,13

Stereo

20

131,04

22,53

Radio

2

13,1

2,25

Computer

5

32,76

5,63

Schermo

5

32,76

5,63

Carica-batterie del cellulare

1

8,01

1,38

Telefono cordless

3

22,93

3,94

Segreteria telefonica

3

24,02

4,13

Fax

1

8,01

1,38

costi calcolati in base a un prezzo dell’energia di 0,1719 Euro/chilowattora), fonte: http://www.centroconsumatori.it.

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Perchè non provare a discuterne??

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(di Pietro Deligia)

Da qualche tempo, anche nel Bel Paese, è ripreso il dibattito, se di dibattito si può parlare, sull’opportunità di tornare a produrre energia attraverso il nucleare.
La discussione sul tema sovente viaggia lungo binari tendenziosi, poco scientifici e sociali come converrebbe invece ad un tema così tecnico, tema inoltre cruciale per il futuro economico del paese.
Molti dei nostri rappresentanti impugnano una bandiera vecchia che ancora oggi cavalca l’onda lunga della paura per le catastrofi che in passato hanno duramente segnato il pianeta, scelta questa poco condivisibile, visto il progresso che questa tecnologia ha saputo affinare in questi anni. Qualche giorno fa, leggendo un quotidiano economico, mi sono imbattuto in un articolo che ha destato la mia attenzione dal titolo “Nucleare di profondità” dove veniva riportata una singolare situazione, venutasi a creare in Svezia (sapete che lì vicino la banda larga è un DIRITTO COSTITUZIONALE!!??…ma questa è un’altra storia) dove il governo ha dovuto decidere tramite una vera e propria gara a quale città assegnare un deposito di scorie radioattive di nuova generazione. La contesa ha premiato la cittadina di Ostharmmar a scapito dell’altra finalista Oskorshamm che, udite udite, beneficerà di importanti incentivi per sopperire alla perdita di questa vantaggiosa opera, che avrebbe portato reddito nelle casse comunali e posti di lavoro sicuri per molti.
Non mi addentrerò in tecnicismi che rischierebbero di annoiarvi, vorrei solo sottolineare qualcosa che in pochi sanno. Qualche settimana addietro, 72 tra intellettuali e scienziati del calibro di Umberto Veronesi (oncologo), Margherita Hack, Carlo Bernardini e Chicco Testa (ex presidente di Legambiente) hanno invitato, attraverso un comunicato, una certa parte politica a riflettere seriamente su tale possibilità. Credo che l’interesse di tali figure verso la questione non nasca dall’irrefrenabile voglia di provocare tragedie di dimensioni apocalittiche ma dalla presa di coscienza che tale opportunità può rappresentare.
Amministrazioni come quelle Obama e Sarkozy sostengono apertamente il nucleare, Zapatero e Merkel pur investendo (giustamente) su altre fonti difficilmente rinuncerebbero al nucleare.
Come al solito il bigottismo che ci contraddistingue ci impedisce di affrontare una discussione seria e ci porta su posizioni antitetiche a seconda degli schieramenti politici che ci rappresentano, tralasciando però gli aspetti fondamentali: la scienza,l’economia e la salute di noi tutti che in questi casi, sono le uniche vere determinanti per poter discernere quale debba essere l’obiettivo da perseguire.
Il mio articolo non vuole essere uno spot al nucleare, ma solo un invito ad una discussione seria e non faziosa. Vogliamo iniziare questa discussione qui e adesso!?