Montanelli racconta un pezzo di storia: P2 e Gladio

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Continua con il post di oggi il nostro viaggio attraverso i segreti della storia Italiana, viaggio iniziato col post della settimana precedente (https://puntofuturo.wordpress.com/2010/08/13/tu-quoque-fratello-silvio/) che affrontava la discussione sulla lettera aperta di Gioele Magaldi a Silvio Berlusconi. Lontani dal voler addentrarci in rivisitazioni storiografiche continuiamo ad affrontare queste tematiche proponendovi dei documenti dal forte impatto.

(di Baratta Francesco)
Lo so che non vi chiedo poco, le giornate sono calde e splendite, il richiamo del mare forte, ma se potete spendere 40 minuti, fatelo. In questa parte della lunghissima intervista rilasciata da Indro Montanelli ad Alain Elkann nel 1998, il grande gironalista racconta una parte della storia italiana i cui contorni sono spesso poco chiari e difficilmente decifrabili.
Il racconto sulla P2 e su Gladio, le due associazioni segrete più importanti della storia italiana  la fanno da padroni.
Della P2, il direttore racconta l’assoluta segretezza prima che il relativo caso giudiziario divenisse di dominio pubblico e ne fa, col solito tono sarcastico e pungente una descrizione impietosa.
Come al solito Montanelli non ha freni e definisce il capo della P2, Gelli, di cui racconta con dettagli da romanzo umorista l’incontro in una “segreta stanza 123”, un farabolano, un pazzo oltre che un fregnacciaro.  Lo descrive come un affarista, sottolineando di non aver mai creduto a mire di golpe e tanto meno all’identificazione del Gelli nel Grande Vecchio delle stragi italiane e questo perché ne fa un uomo appieno inserito in quel sistema mafioso che è l’Italia (“Conosco bene il mio paese”, afferma con furore) da cui trae tutto il suo potere e la soddisfazione delle proprie mire carrieristiche, e che dunque non trarrebbe alcun beneficio dal sovvertimento di tale sistema.
Per quanto riguarda Gladio ci troviamo difronte ad una questione forse ancor meno conosciuta della P2. Come ben spiega Montanelli, Gladio è l’espressione italiana di una operazione europea sostenuta e inaugurata dalla NATO che si identificava con l’espressione stay-behind, volta a creare delle associazioni paramilitari pronte a rappresentare, durante la Guerra Fredda, un gruppo di resistenza nel caso di una eventuale invasione sovietica. Diverso è il giudizio del giornalista rispetto alla P2, arrivando addirittura a dire che sarebbe stato pronto in ogni momento a far parte di Gladio. Inoltre pone l’attenzione su i risvolti giudiziari del caso Gladio e sulla non-segretezza dell’associazione in quanto operante con la autorizzazione delle massime cariche dello stato italiano.
Gladio è stata la prima associazione della strategia stay-behind ad essere resa pubblica, nel 1990, da Giulio Andreotti, capo del governo, durante una audizione parlamentare. A partire da quella data Gladio fu sciolta ma mai smantellata e sul perchè di tutto ciò Montanelli ha una teoria tutta sua, che con amarezza riconduce il tutto al mal costume italiano di conservare fino alla fine “gli stipendi” di coloro che non hanno più un compito da svolgere.
Il fondatore de Il Giornale si dimostra, in questa intervista, e per l’ennesima volta, un maestro, un maestro migliore di quanto spesso non sia la scuola italiana. Perché se difficilmente si può fare qualcosa se i media non raccontano a sufficienza ed in maniera efficace questa parte di storia, dalla scuola italiana questo andrebbe preteso.
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10 pensieri su “Montanelli racconta un pezzo di storia: P2 e Gladio

  1. GAIA

    Con la morte di Cossiga, molti segreti e misteri dell’Italia se ne sono andati con lui nella tomba e chissà se mai qualcuno ce li racconterà,magari quel Giulio Andreotti che è stato onnipresente nel panorama politico italiano, più o meno visibilmente, negli ultimi 50 anni.
    Grande giornalista Indro Montanelli e ammirevole il suo modo di raccontarci questo pezzo di storia nei video postati oggi, ha colto nel segno descrivendo la sua Italia come un sistema mafioso in cui vige il mal costume di conservare gli stipendi di coloro che non hanno più un compito da svolgere. Tuttavia ritengo abbia un po’ minimizzato il potere,gli intrighi e le “missioni” della P2 e di Gladio, forse in buona fede, forse perchè nemmeno lui ne conosce bene i segreti o semplicemente perchè “complice” anche lui dell’omertà che esiste attorno a questi “segreti di stato” che altrimenti non sarebbero più tali. Per concludere ritengo sia senz’altro importante conoscere questa parte di storia nascosta che però, per lo meno a mio parere, ha fortemente influenzato la storia della nostra Repubblica e forse continua tuttora a farlo.

    • Francesco

      @Gaia: Andreotti è uno degli ultimi (se non l’ultimo) “scrigni” della nostra storia recente. Sono proprio curioso di sapere che fine farà il leggendario “archivio andreotti” alla sua morte… Non mi sorprenderei se lo portasse nella tomba…
      Per quanto riguarda il giudizio di Montanelli sulla P2 non so fino a che punto la sottovaluti o se realmente ne abbia colto l’essenza… In effetti è prioprio vero che nel tempo hanno tratto dal sistema che avrebbero dovuto sovvertire i vantaggi che andavano cercando…

  2. brother

    Tributo al grande Montanelli, anima incompiuta di quello che dovrebbe rappresentare il giornalismo. Due pezzi di storia italiana estremamente interessanti. Il primo, quella della P2, abbastanza sviscerato sia dai mass media sia dalla storiografia di riferimento. Inoltre tutta la documentazione di Licio Gelli è pubblica e consultabile presso l’archivio di stato di Pistoia. Sull’altro tema, quello di Gladio, mi permetto di dissentire sul carattere di segretezza che viene arrogato all’intero movimento. Mi sembra paradossale che i militanti dei diversi partiti antisovietici della prima repubblica (tra i più importanti la DC e l’MSI, per non dimenticare le militanze giovanili che all’epoca erano estremamente attive), fossero totalmente all’oscuro di un questo piano. Inoltre, da una serie di testimonianze che ho raccolto io stesso, l’organizzazione Gladio era ben conosciuta, e all’occorrenza pronta, anche nella nostra Priverno.

  3. Eddie

    Per quanto fino ad ora i vari politici, giornalisti, e magistrati ci abbiano provato, non verrà mai fatta abbastanza luce sulla questione piduista visto che come sempre (specie in Italia), la verità è lenta ad emergere(purtroppo).
    Chi sa non parla(o è già morto), e chi ha le colpe forse non pagherà mai.

    Non sapevo assolutamente nulla su questa Gladio, premetto, tutto ciò che è segreto a mio avviso non cela mai nulla di buono, e infatti nonostante le iniziali intenzioni e finalità di Gladio siano cadute, quest’ultima non è venuta a venire meno e perché visto che fondamentalmente non serviva più?, e per riallacciarmi all’argomento p2, per quale motivo nonostante ci sia stato un processo con tanto di arresti tra molti dei tesserati p2, permettiamo ancora che uno di questi ci governi?

    Perché l’Italia fa sempre finta di non vedere!?!?…ogni volta che parlo di argomenti simili, un sentimento di forte sconforto mi schiaccia, visto che sono anzi siamo impotenti davanti a tutto questo.

  4. Eddie

    Aggiungo inoltre,mi verrebbe da chiedermi, chissà cosa penserebbe adesso Montanelli dell’attuale sistema giornalistico e dell’informazione in generale?

    Per lui il fatto che un uomo possa tenere sotto mano l’intero sistema della stampa fu qualcosa di improponibile, e adesso invece? che oltre alla stragrande maggioranza della stampa cartacea, si è aggiunta anche quella televisiva? Non è forse penoso prima che improponibile?

    • Francesco

      @Eddie: continuo a rispondere ai tuoi interrogativi con un altro video… Sempre chiaro, sempre diretto il buon vecchio “comunista” Indro

      • Eddie

        A me però salgono i nervi…e sinceramente pur essendo a mala pena nato a quei tempi, mi sento in qualche modo responsabile, perché assumendomi come uno di sinistra, automaticamente mi carico del fatto che, in quei tempi coloro che mi avrebbero dovuto rappresentare fondamentalmente non hanno capito un cazzo!(o quasi).
        Sono i diretti responsabili, visto che nonostante si sapesse tutto nessuno si è mosso!, nonostante la ragione fosse sacrosanta molti hanno rpeferito vegetalizzare con “il chi tace acconsente” che è stato il tumore della sinistra!
        …e per questo mi rode non poco, provo più vergogna per questo, che per i gulag di sovietici(visto che alla fine io co stalin da sparti non ho niente).

  5. Antonio

    eddie: montanelli senza dubbio dimostra di aver capito subito come e cosa sarebbe diventato berlusconi, definendolo il più grande piazzista del mondo…inoltre è ammirevole quando il “maestro” pronuncia la frase “Conosco il mio Paese” per far capire come solo in Italia vengano a crearsi questa serie di misteri che ancora oggi sono per lo più irrisolti. Noi non abbiamo certo la presunzione di spiegarli o di capire effettivamente cosa sia successo realmente, però quanto meno cerchiamo di parlarne, di dare quel minimo di informazioni che abbiamo e di provare a confrontarci su queste pagine oscure della storia del nostro paese e magari di capire perchè siano accadute proprio in Italia. per noi tutti i post che pubblichiamo sono importanti e a tutti vorremmo grande partecipazione, ma è chiaro che quando si parla di grandi tematiche come queste sarebbe bello che tutti esprimessero la loro opinione riguardo a queste vicende….

  6. Francesco

    @Eddie: dapprima l’errore, come ben hai sottolineato tu, è stato sottovalutare Berlusconi (eppure a sentire Montanelli di avvisaglie ce n’erano), il secondo, forse il più grave, è stato adeguarsi, o forse peggio assoggettarsi, al berlusconismo, inteso come modo di fare politica

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